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Storia di Ravenna - Itinerari in macchina



Storia di Ravenna
Per lunghi secoli la città di Ravenna ha occupato un posto di primo piano nella storia occidentale. Importante porto marittimo in età antica, nel V secolo d. C. Ravenna divenne addirittura capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Per tutto il medioevo poi, fino quasi al XIV secolo, Ravenna fu la città più importante della Romagna, capace, con la forza dei suoi Arcivescovi, di dominare gran parte del territorio della penisola italiana.
L'età antica
L'ingresso nella grande storia Ravenna lo fece nel 49 a. C., quando accolse Giulio Cesare prima che questi partisse alla conquista di Roma, valicando il Rubicone. Ma se per tutta l'antichità Ravenna rimase importante soprattutto per il suo porto, con Onorio I, nel 402, divenne la città più importante d'Europa, venendo investita della carica di capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Onorio spostò la capitale da Milano a Ravenna per motivi soprattutto difensivi, e in breve tempo si impegnò per trasformare il suo assetto urbanistico, arricchendola dei primi importanti monumenti.
Ad Onorio successe Costanzo III; quindi Galla Placidia, sorella di Onorio e moglie di Costanzo, che riuscì a farsi nominare reggente in nome del figlio Valentiniano III, di soli 6 anni. Galla Placidia continuò la monumentalizzazione della città avviata da Onorio, facendo costruire, tra le altre cose, il celebre mausoleo per sé e per la propria famiglia; nel quale comunque non trovò mai sepoltura, morendo a Roma nel 450.
La fine dell'Impero Romano e il regno dei Goti
A Ravenna si giocarono le ultime sorti dell'Impero Romano d'Occidente allorché, nel 476, l'ultimo imperatore Romolo Augustolo venne deposto da Odoacre, re degli Eruli. Di lì a poco, con l'arrivo di Teodorico, cominciò il regno dei Goti, che si protrasse fino al 540 e vide la città fiorire e arricchire il proprio assetto urbanistico con monumenti di assoluta importanza quali Sant'Apollinare Nuovo e il Mausoleo di Teodorico. Durante il regno dei Goti la città di Ravenna abbracciò la religione ariana: ne restano tracce nei mosaici del Battistero degli Ariani e nella chiesa oggi consacrata allo Spirito Santo, che si ritiene sia stata originariamente eretta come basilica proprio da Teodorico.
L'arrivo dei Bizantini
Quando Giustiniano divenne Imperatore Romano d'Oriente iniziò una lunga e ambiziosa guerra per riconquistare i territori perduti dell'Impero Romano d'Occidente. Riconquistata dai bizantini, Ravenna ritornò allora cattolica e, negli anni successivi al 540, venne governata dall'Arcivescovo Massimiano, uomo di fiducia proprio di Giustiniano. Durante il governo di Massimiano Ravenna incrementò ancora di più le proprie meraviglie artistiche e vide consacrare la Basilica di San Vitale, nel 547, e la Chiesa di Sant'Apollinare in Classe. Con Massimiano vennero rivoluzionati inoltre i mosaici di Sant'Apollinare Nuovo, con le celebri scene delle processioni dei Santi Martiri e delle Vergini. L'ariano Teodorico venne condannato alla "damnatio memoriae" per la sua eresia.
Dal Medioevo all'età moderna
La zona dell'Esarcato di Ravenna, distretto amministrativo definitosi proprio con la dominazione bizantina, rimase importante per tutto l'alto Medioevo. Tutti i sovrani Longobardi, gli imperatori Carolingi e gli Ottoni passarono per Ravenna, e vi eressero palazzi. Gli Arcivescovi ravennati, a partire dall'età carolingia, svilupparono un potere tale da rivendicare una vera e propria autocefalia nei confronti della Chiesa di Roma. Carlo Magno, nell'803, si impegnò a proteggere tutta l'area dell'ex Esarcato, dando vita a quella zona di pertinenza esclusiva degli arcivescovi di Ravenna che per tutto il Medioevo si sarebbe chiamata "Romandiola".
La decadenza di Ravenna si ebbe in età comunale, quando il suo antico prestigio cominciò a smarrirsi. Con le tante rivoluzioni sociali del basso medioevo le lotte civili infiammarono la città che fino al 1275 venne governata dai Traversari, e quindi passò sotto il controllo dei Da Polenta che rimasero al potere in città fino al 1441. Attorno al 1315 Ravenna accolse Dante Alighieri garantendogli un sicuro rifugio in cui terminare i propri pellegrinaggi di esule, e lo protesse fino al 1321, anno della sua morte. Proprio a Ravenna, dunque, è stato ultimato il più grande poema della Letteratura Italiana: la Divina Commedia. Ancora oggi le ossa del grande poeta riposano a Ravenna, in un piccolo mausoleo accanto al Convento di San Francesco.
Il dominio della Chiesa e l'Unità d'Italia
Dopo circa un secolo di dominazione veneziana, Ravenna passò sotto il dominio della Chiesa di Roma e rimase inclusa nello stato della Chiesa fino praticamente all'unità d'Italia. Nel Seicento la città subì una spaventosa inondazione, i cui traumi si fecero sentire fino al secolo successivo. Dopo due anni dalla proclamazione del Regno d'Italia, a Ravenna venne realizzata la ferrovia che la collegò a Bologna e Rimini, determinando il definitivo abbattimento delle mura cittadine. Furono avviate nuove opere pubbliche come il cimitero monumentale, il lavatoio, l'ospedale, la caserma. Durante il fascismo continuarono i lavori strutturali ed edilizi, fu realizzata la Casa del Mutilato (nell'attuale piazza J. F. Kennedy), la Capitaneria del Porto, il Liceo Classico e la prima Colonia di Marina di Ravenna, lido balneare.
Dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri
Durante la Seconda Guerra Mondiale Ravenna fu bombardata più volte, e nel dopoguerra si dovette provvedere a pesanti lavori di ricostruzione. Si riedificò il porto e si avviò l'attività di estrazione del gas naturale che nel 1958 portò alla creazione dello stabilimento Anic, destinato alla produzione di fertilizzanti, urea e nitrato d'ammonio. Le diverse iniziative economiche hanno Ravenna un'importante polo industriale. Lo scalo ravennate è diventato, per i prodotto petroliferi, il principale porto dell'Adriatico.
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